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Questa pagina raccoglierà tutte le proposte di riforma della didattica del Collegio, così che alla prossima discussione "verbale" tutti potranno arrivare con le idee ben chiare sulle proposte già avanzate e con opinioni già delineate in merito ad esse.

Riassumo la questione (prendo spunto dalla mail di Draghetti del 26/9): il direttore ha creato una Commissione didattica, riconosciuta ufficialmente in seno al Consiglio scientifico, composta dai coordinatori dei curricula, dal direttore, dalla Segreteria di Collegio (Di Paola) e dai Rappresentanti degli studenti. La commissione si occupa di elaborare la programmazione didattica, gestire le richieste individuali da parte dei collegiali in materia di didattica, scambi ed Erasmus, approvare deroghe o cambiamenti al piano didattico dei collegiali.

In un incontro a Settembre, parte dei membri della commissione hanno presentato ai collegiali una loro proposta di revisione della didattica, che solleva pochi punti importanti.

Per quanto riguarda la didattica dei collegiali di primo ciclo (triennale),

  • la programmazione dev'essere pluriennale: i coordinatori devono presentare, all'anno zero, curricula con programmi già delineati per il corso dei tre anni successivi. I moduli annuali di ciascun curriculum, comunque, pur essendo collegati, non prevedono propedeuticità e sono indipendenti l'uno dall'altro, così che vi si possa accedere senza problemi anche al secondo o al terzo anno dall'anno zero;
  • l’offerta minima deve prevedere due corsi umanistici e due corsi scientifici;
  • i corsi verranno ripetuti: attualmente si pensa di riproporre, per un periodo massimo di 5 anni, i moduli di due corsi al triennio. In questo modo si permette al collegiale di seguire l’intero sviluppo del corso nei tre anni. Uno schema di rotazione quinquennale proposto è questo 1 - 2 - 3 - 1 - 2, dove i vari numeri indicano i tre diversi moduli annuali. Gli altri corsi verranno rinnovati ogni tre anni;
  • non sarà possibile cambiare curriculum nel corso dei tre anni, fatto salvo per singoli casi. L’autorizzazione a cambiare curriculum viene concessa dalla commissione didattica.

La triennalizzazione, così come sopra descritta, è stata giustificata dalla commissione essenzialmente per rispondere

  • alla necessità di riuscire a programmare la didattica molto prima di settembre, mese nel quale solitamente viene presentata l’offerta formativa del Collegio; questo potrà permettere, in futuro, l’informatizzazione delle carriere dei collegiali, ossia la registrazione dei vari seminari e curricula frequentati in una sorta di piano di studi online, così com’è per gli altri corsi Unibo. La programmazione didattica verrebbe presentata a Marzo, così che anche gli aspiranti collegiali potranno conoscere con largo anticipo l’offerta del Collegio.
  • alla possibilità, grazie allo svolgimento di un macro-argomento lungo tre anni, di un maggiore approfondimento delle tematiche delle varie discipline specifiche che costituiscono i corsi.

Per quanto riguarda invece la didattica per i collegiali di secondo ciclo (magistrale)

  • rimangono le proposte di ripetere i corsi (solo uno o due dei tre disponibili) e di impedire il cambiamento di curriculum da un anno all'altro;
  • l'offerta minima prevede un corso umanistico + due corsi scientifici (o viceversa);
  • si presenta il problema di risolvere la contraddizione, espressa nel regolamento, che gli studenti del biennio, per adempiere agli obblighi della didattica, possono scegliere di iscriversi a due curricula, due seminari e cinque ISA o un curriculum, cinque seminari e cinque ISA. Apparentemente, dunque, chi sceglierà la prima opzione si troverà a dover sostenere due esami anziché uno come quelli che sceglieranno invece la seconda opzione.

Nell'elaborare le vostre proposte, tenete conto

  • che esse devono rispettare quanto affermato nel Regolamento del Collegio (http://www.collegio.unibo.it/it/istituto, tra i Documenti in basso a destra): ogni sua modifica dev'essere approvata dal Senato accademico, che già l'anno scorso ha impiegato cinque mesi per inserire questo punto nel suo ODG; quest'anno, con le elezioni del Rettore in vista, avrà altro a cui pensare
  • questa riforma verrà attuata durante l’a.a. 2014/2015, il quale non subirà però modifica alcuna: l’intenzione dell’attuale commissione didattica è quella di presentare un piano triennale a Marzo 2015, per partire con una sperimentazione dall’a.a. 2015/2016
  • non conosciamo esattamente lo stato delle finanze del Collegio, ma sembra che sarà difficile espandere di molto l'offerta curriculare (al massimo un corso in più al biennio). L'offerta seminariale (che al momento prevede un'offerta minima di dieci seminari l'anno) sembra prevedere invece più margini di ampliamento

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Sviluppi Modifica

Riunione della Commissione Didattica del 16/12/2014 Modifica

Presenti: Danna, Turchi, Miceli, Rosa, Grandi, Vaienti, Regazzi Modifica

All'inizio della riunione si rilegge il riassunto dei termini del dibattito come presentati sulla wiki di collegio, a partire dalla proposta della commissione didattica e da quella delle rappresentanti. Si parte dalla premessa che, siccome il regolamento di collegio è stato modificato pochi mesi fa dal Senato Accademico, non saranno proposte modifiche a tale regolamento.

La proposta dell’organizzazione rispettivamente triennale e biennale dei corsi è in realtà presente nel nuovo regolamento del Collegio, dunque non sembrerebbe discutibile; inoltre, all'art. 11 comma 1 è prevista esplicitamente la possibilità di cambiare corso dietro parere favorevole del Tutor. Quindi la discussione su questo punto sembrerebbe già risolta.

Triennale

Si nota che nella proposta “Amici” sulla ripetizione di due curricola (secondo lo schema 1-2-3-1-2, in cui ogni numero corrisponde a un anno di corso) sono presenti alcune contraddizioni (in parte già emerse durante la prima giunta di Collegio): innanzitutto, la triennalità dei curricola deve convivere con una dichiarata non propedeuticità di un anno rispetto all'altro; c'è poi il problema di chi entra al 4° o 5° anno di uno dei curricula ripetuti o di chi entra al 2° o 3° di un curriculum triennale “semplice”, che in ogni caso vedrà spezzata la continuità dell'insegnamento.

Si passa ad esaminare la proposta delle rappresentanti.

Per preservare l’interdisciplinarietà un'idea era obbligare i collegiali di un’area a frequentare i curricula di un’altra area; in tal modo si preserverebbe l’assenza di prerequisiti per chi frequenta i corsi, ma si eviterebbe che quelli della stessa area frequentino un corso che per le loro conoscenze sia di livello poco più che divulgativo.

Turchi: da tenere presente che mentre i corsi di area umanistica sono accessibili ai collegiali di area scientifica, non sempre avviene l’opposto. Dunque, bisognerebbe far presente la questione in modo più incisivo.

Danna: non conviene aggiungere limiti dove non ci sono imposti. L'importante non è tanto vietare a chi studia una certa disciplina di partecipare a un curriculum inerente, ma che lo faccia con la consapevolezza che quel curriculum è (o dovrebbe essere) pensato per non addetti. Gli altri concordano.

Proposta delle rappresentanti: alcune ore di “allineamento” per chi si trova a frequentare un curriculum già iniziato negli anni precedenti. Tuttavia sembra difficile coinvolgere i professori in ore supplementari di lezione e recuperare uno o due anni di curriculum arretrati. Si potrebbe invece richiedere con un congruo anticipo materiali per mettersi in pari. Anche questa proposta, comunque, potrebbe essere fattibile se a marzo dell’anno prima fosse disponibile, insieme al programma del corso, anche materiale in questo senso.

Un’ulteriore proposta in questo senso sarebbe strutturare gli ultimi anni di questi corsi come preparazione a corsi successivi; ovvero chi si trovasse a entrare all’ultimo anno di un corso avrebbe lo svantaggio di avere una lacuna (gli anni passati non frequentati) ma il vantaggio di avere conoscenze utili al corso dell’anno successivo, sebbene su un argomento diverso.

Controproposta delle rappresentanti era rendere maggiormente specialistici i seminari, lasciando a livello meno tecnico i curricula.

Garantire una valutazione degli insegnamenti da parte dei collegiali; ad oggi esistono in modo informale e assolutamente non ufficiali.

Magistrale

A livello magistrale, il carico di studi previsto dal nuovo regolamento è maggiore degli anni precedenti, portando l’obbligo formativo a 72 ore di didattica (modifica dovuta alla questione del riconoscimento ministeriale del Collegio come istituzione di eccellenza). E’ stato però lasciato spazio alla scelta dei collegiali su come distribuire le 72 ore: si può scegliere di frequentare due curricula e due seminari oppure un curriculum e cinque seminari. Stando al regolamento, anche per i seminari sarebbe prevista una valutazione finale, che appare di applicazione piuttosto ardua. Pertanto, questa criticità porterebbe probabilmente a scegliere seminari (verosimilmente senza esame finale) piuttosto che due curricula con esame finale.

In questo senso, la proposta delle rappresentanti era:

- o chi fa due curricula ne verifica uno solo;

- oppure chi fa un solo curriculum deve realizzare una tesina in più su un argomento tratto dai seminari.

Il problema è capire che margine abbiamo da questo punto di vista. Dal momento che tutto in teoria andrebbe verificato, sembra più realistica la seconda ipotesi. Tuttavia è bene parlarne con il direttore.

Altro

* Proposta di riprendere i corsi di alcuni Alumni, o come seminari o come incontri auto-organizzati, sulle “soft skills”. * Criticità: impostare una tesina, chi lo insegna davvero? Strutturare questo punto Proposta Danna

Premessa: è questo il momento di fare proposte, è bene che soprattutto le matricole si interessino di questi argomenti.

Proposta: nella proposta di triennalità c’è il pericolo di creare situazioni di “rendita” da parte degli insegnanti del collegio. Questi ultimi potrebbero infatti tendere ad abbassare il livello della didattica, sentendo sicuro e inattaccabile il loro posto al Collegio per gli anni coperti dal curriculum che devono tenere.

Non esiste infatti una struttura che regoli l’ingresso/uscita dal corpo insegnanti del collegio, né i collegiali sanno quale compenso (assegni di ricerca? Soldi cash?) questi insegnanti ricevano per le attività afferenti al Collegio.

La proposta dunque è che il consiglio scientifico, nel decretare il nuovo ciclo di curricula, pubblichi un vero e proprio bando (a dicembre, aperto fino a fine febbraio e i cui vincitori siano pubblicati a marzo), mettendo magari in palio assegni di ricerca, o comunque contributi stimolanti.

Si dovrebbe inoltre tenere conto dell’esperienza dei collegiali, in modo da monitorare in modo periodico la qualità dell’insegnamento.

Allo stesso tempo, si creerebbe una concorrenza che andrebbe tutta a vantaggio nostro.

Chiaramente, soprattutto la prima edizione del bando, dovrebbe essere strutturata in modo tale da rendere appetibile questi posti.

Conclusioni

Entro Gennaio, sarebbe opportuno avere una proposta concreta da parte nostra. Prossimi passi:

- parlare con Condello e Soci sulla fattibilità di tale ultima proposta;

- dialogo sul direttore sulla valutazione dei corsi magistrali.

Incontro del 18/12/14

Danna e Turchi incontrano Condello in rappresentanza della Commissione, per avere informazioni e pareri sulle proposte elaborate.

Prima sorpresa: Condello sostiene che cambiare il regolamento di Collegio su aspetti non sostanziali (procedura per il cambio di corso, triennalità dei curricula) non sarebbe un grosso problema, quindi insiste molto sulla necessità di non concentrarsi troppo sugli aspetti più tecnici ma di puntare piuttosto a mettere in discussione la struttura stessa della didattica di Collegio, portando proposte ambiziose.

Alla nostra proposta sul bando per l'assegnazione dei curricula, la principale obiezione è che andrebbe deserto, in quanto il compenso offerto (pare si arrivi a un massimo di 1500 € circa in totale), diviso tra il coordinatore e gli eventuali relatori invitati, non attirerebbe i professori dell'Alma Mater (come temevamo). Ci presenta però una proposta che sta per sottoporre a Ciotti che mirerebbe a modificare l'impostazione della didattica di Collegio a partire da una maggior responsabilizzazione e selezione dei Tutori: l'idea sarebbe di azzerare la lista di Tutori attuale e di ricrearne una nuova, rinnovabile ogni tre anni e per un massimo di nove, a partire da un bando che dia vita ad una graduatoria basata su alcuni requisiti essenziali e criteri misurabili (media del gradimento degli studenti, qualità della ricerca, etc) e su cui incida poi in modo determinante la valutazione data dai collegiali. Per attirare la partecipazione dei professori al bando si potrebbe puntare non solo su compensi e sul prestigio del ruolo di tutore ma anche (e soprattutto) su uno "sconto" sulle ore di insegnamento obbligatorie. In cambio si richiederebbe ai Tutori (che dovrebbero essere in totale 20-30, cioè meno degli attuali) un coinvolgimento decisamente maggiore, facendoli diventare davvero responsabili della didattica: i coordinatori dei curricula andrebbero scelti tra loro a turno, dovrebbero presenziare a tutti gli effetti nel Consiglio Scientifico (cosa che ora, di fatto, non accade) e seguire gli studenti a loro affidati in modo serio, ricevendo una valutazione anche su questo punto. Condello inoltre ribadisce che i corsi dovrebbero essere stabiliti con largo anticipo; si potrebbe addirittura pensare a un sistema di preiscrizioni da far partire intorno a giugno, in modo da cassare eventualmente quelli deserti durante l’estate.

Condello caldeggia una proposta scritta da parte dei collegiali in cui emergano non solo consigli e richieste di natura tecnica, ma anche l’auspicio e il desiderio di fare della didattica di collegio un’occasione di vero arricchimento. In questo senso a suo parere non si esclude la possibilità di ripensare in modo radicale l’impostazione della didattica di collegio. Ad esempio, si potrebbe decidere che un collegiale dovrebbe essere una persona con una conoscenza superficiale – ma superiore a quella di un normale liceo – di alcune materie che si considerano fondamentali (esempio: legge, matematica, storia, economia) e che non sono quelle che il collegiale affronta nel suo percorso accademico. Oppure si potrebbe pensare alla didattica di collegio come luogo in cui sviluppare le famose e tanto fighette ‘soft skills’.

Nell'incontro ci è sembrato insomma di percepire una buona sintonia circa il problema della qualità della didattica e della necessità di aprirla e renderla dinamica e partecipata piuttosto che acconsentire alla creazione di rendite di posizione. Sembra che, almeno da parte di Condello, ci sia interesse a pensare una riforma di ampio respiro.

Prossimi appuntamenti

Purtroppo i tempi sono molto stretti perché già verso fine gennaio dovrebbe esserci una riunione con il Direttore e gli altri membri della Commissione Didattica e inoltre sarebbe necessario presentare la nostra proposta ancora prima per permettere ai professori di prenderne visione con i tempi giusti.

Per questo è indispensabile raccogliere al più presto ulteriori proposte e osservazioni e convocare una riunione della giunta per giungere ad un testo condiviso.